Buongiorno amici, e buon post San Valentino. Spero che abbiate passato una bella e romantica giornata, altrimenti spero che abbiate bevuto a sufficienza con i vostri amici. Oggi vorrei raccontarvi di un viaggio che ho fatto ben 5 anni fa ma che ricordo ancora alla perfezione come se fosse accaduto ieri. Inizio con il dire che non sono partita da sola ma bensì con la scuola quindi con tanto di professoresse al seguito per cui non è di un’avventura indimenticabile e piena di adrenalina che vi andrò a parlare. Essendo partita con la scuola, tutto l’itinerario del viaggio era già stato organizzato alla perfezione anche se io e la mia compagna di avventure siamo riuscite a ritagliarci qualche mezz’oretta d’ora d’aria in cui siamo potute andate in giro per negozi completamente da sole ( anche se le professoresse erano nei paraggi), si so cosa starete pensando, “wow che sballo” oppure “ammazza che trasgressive”, ed è esattamente così che ci sentivamo miei cari amici. Detto ciò vorrei addentrarmi nel racconto della parte più bella del viaggio, l’averlo condiviso con la mia migliore amica. Con questo non pensate che sia stato tutto : ” Amo quanto ti adoro e quanto sono felice di stare qui con te” . Ma manco per niente, anzi nemmeno ci dicevamo buongiorno appena aprivamo gli occhi, ed è per questo che è la mia migliore amica. Spesso non ci siamo sopportate, ci irritavamo a vicenda, ma le risate che ci siamo fatte, amici, quelle rimarranno nella storia. Premetto che siamo due stronzette, perché le risate erano scatenate principalmente dalla presa in giro della gente che ci circondava o se non altro dai commenti “da pettegole” che facevamo su tutti. Ma in fin dei conti, cosa c’è di meglio che commentare la gente con la tua migliore amica, tanto diciamocelo siamo tutti un pò così, ci piace farci gli affari degli altri e soprattutto farci una risata sulle strane abitudini o strane scelte di look della gente che incontriamo per strada. Ecco tra me e la mia fedele compagna c’è e ci sarà sempre questo, un’intesa talmente forte che non servono parole per comunicare tra di noi, ci basta uno sguardo. Ma sopratutto c’è questa libertà di parola, libertà di dire quello che si pensa e libertà di essere se stessi senza mai sentirsi giudicate, ed è proprio questo che ci ha fatto diventare quello che siamo oggi. Ok, credo di aver finito con la dichiarazione d’amore verso la mia besty, direi che possiamo finalmente parlare di Tokyo. Che dire, amici, Tokyo è stata la città più bella che abbia mai avuto la fortuna di visitare, così piena di cultura e tradizioni ma allo stesso tempo piena di modernità e tecnologia. Piena di quartieri nei quali potevi percepire la vera essenza e le vere radici del Giappone ma anche piena di quartieri talmente moderni e ricchi di grattaceli immensi che sembrava di stare a New York. Ho avuto la possibilità di partecipare alla celeberrima cerimonia del tè giapponese ed è stata un’esperienza magnifica che porterò sempre con me, non mi potrò mai scordare dell’anziano saggio signore che ci ha illustrato le origini di questa bellissima cerimonia e ci ha spiegato il significato di tutto ciò facendoci immergere completamente nel loro mondo. Un’esperienza che raccomando a chiunque avesse in programma di visitare questa pazzesca metropoli e scoprirne i segreti più nascosti. Ho anche indossato lo yukata, chiamasi anche kimono per i meno intenditori, tra cui io. Esperienza bellissima anche questa, anche se preferirei sollevare un bilanciere da 100 kg ( e io ne peso 52) che dover indossare di nuovo quell’abito, ci sono volute tre signore giapponesi per aiutarmi perché, per chi non lo sapesse, ci sono regole ben precise da seguire per indossarlo. Ma non temete amici, io ho trovato le istruzioni su internet quindi per chi fosse interessato potrete trovare la mappa online… e buona fortuna !! Per non parlare poi della scomodità di quella sorta di zoccoli che vanno abbinati al kimono, che per prima cosa vanno indossati di un numero più piccolo per cui ti ritrovi a dover camminare per strada con mezzo tallone di fuori e già questo è alquanto snervante, ma poi ragazzi non riesci a sollevare un piede con quegli affari indossati, cioè devi tipo camminare strofinando i piedi a terra. E noi siamo dovuti anche andare ad una festa su una nave indossando tutto l’armamentario. Potrete benissimo immaginare che quando siamo tornate a casa io e la mia compagna d’avventura ci siamo quasi strappate quegli affari a vicenda, piene di rabbia e frustrazione. Coooooomunque se vi interessasse e soprattutto se vi avessi convinto abbastanza ho ancora il kimono con i suoi sandali abbinati nell’armadio nel caso a qualcuno andasse di provare questa emozionante esperienza. Ma, amici, torniamo seri, ho visitato dei luoghi magnifici, pieni di storia e di cultura e spero davvero un giorno di poterci tornare, soldi e poraccitudine permettendo. Vale davvero la pena prendere il volo alla volta di questo stupefacente paese. Spero di esservi stata utile, un bacio amici !!
Ps: per gli amanti del sushi e compagnia bella, ragazzi quello sarà il vostro luogo di perdizione ve lo garantisco e quando tornerete in Italia non potrete mai più mangiare il cibo che vi spacciano per tale.










